Sveglia alle 7.25 ed è praticamente l’alba, il sole
non è ancora sorto ma si prospetta una bella giornata. Oggi mi aggrego a Manuel
, Andrea e Vittorio, sperando di reggere il loro passo anche perché sono reduce
dagli allenamenti calcistici che mi hanno procurato un bel mal di gambe. La
meta è Selvino, scalando il classico serpentone che si affronta da Nembro.
Transitiamo per Bergamo, poi Vittorio mi racconta di quando, in una settimana, ha
compiuto il giro dell’arco alpino da Ventimiglia a Trieste, scalando ben 25
passi (Maddalena, Iseran, Gavia, Pordoi.. solo per citarne qualcuno): roba da
pazzi!! Dopo Nembro perdo contatto con gli altri, la salita di Selvino è facile
ma oggi faccio parecchia fatica: vedo sempre Manuel là davanti ma non riesco ad
avvicinarlo. Arrivo in cima dopo 44 minuti, ovvero 3 in più del mio record. Pausa
caffè e poi giù dal medesimo versante, prima di arrivare in città svoltiamo
verso Monterosso e prendiamo la direzione di Ponteranica, paese che però non
raggiungiamo dato che decidiamo di salire a San Vigilio da via Castagneta,
caratterizzata da un paio di rampe niente male (18%). Una volta arrivati alla
terrazza panoramica di San Vigilio scendiamo per il Pascolo dei Tedeschi, ultima
asperità di giornata con il Colle di Longuelo e infine rientriamo a Bonate con 76 km di saliscendi nelle
gambe: non male per essere ad inizio gennaio.
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